Valutazione: studia, ma non rende!
Ci risiamo! Come ogni mese di marzo, anche quest’anno abbiamo assistito alla sceneggiata della valutazione dell’apporto partecipativo individuale, con tutto il rispetto per le sceneggiate a teatro che almeno sai cosa stai andando a vedere! Invece all’INAIL il personale ogni anno è costretto ad assistere alla solita farsa dello “studia, ma non rende!”
Eppure, gli applicativi si bloccano all’improvviso senza essere preceduti da alcuna motivazione o avviso, le sedi sono carenti di personale sanitario e amministrativo; ogni giorno si nuota per non affondare mentre la barca piano piano cola a picco e i primi a far finta di nulla sono i capitani! Capitani che, mentre le lavoratrici e i lavoratori di questo Istituto si affannano a tirar fuori l’acqua a secchiate dalla barca, stanno li a giudicare…tu si, tu no, tu ni!
Se non fosse che le valutazioni concorrono al punteggio complessivo previsto dai bandi per le progressioni economiche orizzontali, ci sarebbe veramente da ridere.
Non ci stancheremo mai di dirlo e di scriverlo, i criteri su cui si basa la valutazione del personale sono ingiusti, discriminanti e del tutto discrezionali, sotto effetto dell’arbitrio di una dirigenza che, ora più che mai, sembra vivere su un pianeta alieno, tanto misura la distanza dalla conoscenza del funzionamento delle proprie sedi. Il malcontento è talmente diffuso da rendere chiaro perché la rilevazione del benessere organizzativo sia stata, per la prima volta, furbescamente differenziata tra dirigenza e personale del comparto, così da sottrarre i dirigenti dal giudizio dei lavoratori e delle lavoratrici.
Un segnale davvero forte da parte della dirigenza sarebbe invece riconoscere in modo uniforme il valore del lavoro svolto, premiando tutti con una valutazione “elevata”: un gesto concreto capace di dare pieno riconoscimento all’impegno e alla tenuta quotidiana di un personale che lavora sotto pressione costante. Somiglierebbe un pò al “6 politico”, ma avrebbe il vantaggio di disinnescare il potenziale distruttivo della Valutazione individuale, poiché segnerebbe un patto tra Dirigenti e Personale con l’obiettivo comune di affrontare la situazione di emergenza in cui versa l’INAIL.
Non è più accettabile un sistema che fonda le carriere dirigenziali sul sacrificio di tutti i dipendenti: prima spremuti per raggiungere obiettivi di produzione sempre più sfidanti e in condizioni sempre più difficili, per poi assistere all’ingiusto sacrificio di una parte di loro, penalizzata economicamente e nelle prospettive di carriera, in nome della necessità di differenziare le valutazioni.
Senza un adeguamento reale degli organici ai volumi di attività, la “persona al centro” resta solo uno slogan: la persona non viene messa al centro, ma finisce per sprofondare sovraccaricata, poco valorizzata e con penalizzazioni economiche e di carriera.
Ci si riempie la bocca delle cose meravigliose che fa l’INAIL ma non ci si chiede mai chi è che le fa veramente! Son tutti bravi a parlare, ma quando arriva il momento di fare ti guardi intorno e non c’è nessuno e sai che tocca a te, sai che sei tu che devi fare anche se sei quella o quello che studia, ma non rende!
USB PI Coord. Nazionale INAIL