Cup: talmente strategico da essere esternalizzato al privato!

Roma -

Venerdì 25 settembre i sindacati Inail sono stati convocati dal DG Fiori, alla presenza del Capo del Personale Dr Biasco, per un’informativa sul CUP, di imminente partenza.

L’informativa non è entrata nei dettagli tecnici della realizzazione del progetto, per nulla irrilevanti, ma si è limitata a perorare la bontà della sua istituzione.

Apprendiamo quindi che il CUP assume una valenza strategica per l’area sociosanitaria dell’Istituto, che i principi ispiratori sono volti alla semplificazione, trasparenza, prossimità all’utenza, equità per i cittadini nel poter fruire delle medesime prestazioni su tutto il territorio nazionale.

Operativo dal lunedì al sabato, non sostituisce il lavoro di schedulazione delle visite su Agenda da parte del personale infermieristico, ma supera – nelle intenzioni – il problema di analfabetismo digitale che limita l’accesso alle prestazioni da parte dell’utenza.

Ora, a parte prendere atto di una fattiva autocritica (seppur non imputabile all’attuale DG) su una digitalizzazione talmente spinta da diventare escludente e che, però, non accenna a rallentare – visto che dopo aver tolto persino i telefoni ora vogliono farci accedere alle sedi e alle postazioni di lavoro attraverso app – a noi sembra che lo scollamento tra Direzioni Centrali e territori sia arrivato ormai a un punto di non ritorno.

Intanto, definire il CUP strategico per l’Istituto ed esternalizzarlo a privati è già di per sé un ossimoro; l’idea poi che il Cup esternalizzato possa utilizzare un’anagrafica unica di profilazione degli utenti alla quale attingere per una risposta più tempestiva, fa venire i brividi.

Ma sul trattamento /utilizzo dei dati sanitari di centinaia di migliaia di nostri pazienti da parte di un privato ci riserviamo di intervenire quando la DG, bontà sua, deciderà di darci maggiori informazioni; nel frattempo, speriamo solo che quando si ricorre ad esempi mutuati sul servizio sanitario pubblico, non si faccia almeno riferimento a quello della Regione Lazio dove il Garante delle privacy è dovuto intervenire con ordinanze di ingiunzione per trattamento illecito dei dati da parte del RECUP, anch’esso esternalizzato.

Ad oggi quello che ci preme sottolineare è che il CUP è l’ennesimo progetto calato dall’alto (insistere su fantomatici gruppi di lavoro e sull’ascolto di generici consigli, senza mai esplicitare da parte di chi, sta diventando stucchevole) in una situazione territoriale disomogenea ma trasversalmente caratterizzata da una carenza impressionante di personale. Quello sanitario rimane lo stesso ma si continuano ad aggiungere attività dentro un bacino d’utenza sempre più dilatato, senza alcuna garanzia che quelle attività possano essere svolte.

Inoltre, non è per nulla chiaro che fine dovrebbero fare le tantissime persone che vengono nei nostri ambulatori come accessi spontanei e alle quali non facciamo mai mancare una risposta: perché le nostre sedi non hanno necessità di un CUP per diventare presidi di prossimità, lo sono già!

In questo quadro alzare le aspettative dell’utenza senza avere la possibilità reale di fornire risposte adeguate a bisogni crescenti, significa esporre il personale sanitario delle sedi, non al rischio, ma alla certezza dell’aumento della conflittualità e delle aggressioni da parte dell’utenza.

Emblematico della distanza che questo accada in coincidenza dei risultati del sondaggio del 2026 fatto dalla SSC sul rischio di aggressioni nei servizi sanitari e sociosanitari dell’Inail che mette in evidenza, non solo l’incremento delle aggressioni dal 2019 ad oggi (dal 39 al 46%, ma il dato assume maggiore rilevanza perché il sondaggio del 2019 non è avvenuto in un arco di tempo definito), ma come gli ambulatori siano il principale luogo di accadimento delle aggressioni da parte dell’utenza.

Bel modo di prevenirle!

Anche del CUP la Dirigenza ne parlerà, a cose fatte, al “Congresso” di Milano, a quegli stessi Infermieri che dovranno applicarlo.

Assemblea di tutti gli infermieri

Aperta a TSRM, FKT e OSS

Mercoledi’ 7 ottobre dalle 10 alle 13.30

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