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Roma -

NIENTE RECUPERO DEI SOLDI, NIENTE APPLICAZIONE DEI COEFFICIENTI DI MERITO: IL FALLIMENTO DELL’AMMINISTRAZIONE E DI CHI HA FIRMATO L’ACCORDO NAZIONALE.

 

Lunedì mattina, l’Amministrazione  ha comunicato ufficialmente alle OO.SS. che, sulla base dei rilievi fatti dal Ministero dell’Economia e delle Finanze,   non sono stati recuperati i tagli al salario accessorio operati sulla base delle disposizioni contenute nella legge 133/2008.  La decurtazione si aggira  complessivamente intorno ai 1000-1200 Euro medi pro-capite come avevamo già precedentemente comunicato ai lavoratori prevedendo le osservazioni della Ragioneria Generale dello Stato. Ci sembra corretto dare questa notizia in maniera chiara, senza  tanti  giri di parole  che tentano di nascondere insieme alla realtà, anche le tante menzogne che sono state dette su questa vicenda.

Crediamo sia inutile dover sottolineare che non proviamo alcun piacere a pubblicizzare le cattive notizie; non passiamo le  nostre giornate ad immaginare con soddisfazione catastrofi che si abbattono sul personale per poi farne un bel volantino,  ma riteniamo che il rapporto con i lavoratori si fondi sulla chiarezza, sulla trasparenza e sull’informazione, a costo di essere diretti ed apparire crudi.   

Andiamo ai fatti. L’Amministrazione nel corso dell’incontro ci ha confermato l’entità del taglio operato e le ricadute concrete sul personale. Rispetto al 2008 il fondo 2009 del salario accessorio del personale  è ridotto del 14%, percentuale che, tenuto conto delle cessazioni intervenute (che significa meno  personale a dividersi  la torta), si calerà con percentuali diversificate sulle varie posizioni ordinamentali. Si passa da un –12,60% per un A1 ad un -6,36% per un C5. Sarà il raffronto tra i CUD ad evidenziare  ai singoli lavoratori  l’esatto ammontare della perdita. I tagli riguardano ovviamente anche le altre categorie di personale con percentuali variabili tra dirigenti, medici e professionisti. Solo per i Coordinatori Generali  l’Amministrazione ha  il coraggio di proporre  un aumento dell’indennità di coordinamento   da 23.420  a 34.860 Euro: un aumento di più di 11.000 Euro all’anno che è stato giustificato  dagli importi fermi al 2002 (! ) e dal raffronto con altri Enti del Parastato. Una proposta VERGOGNOSA, ed immediatamente respinta dalla RdB, anche in considerazione di chi  ha rivestito tale ruolo nel 2009.

Ma non è finita qui.  L’Amministrazione nel documento di lavoro che ci è stato consegnato  afferma che: “alla luce di una situazione così penalizzante per i dipendenti, si ritiene opportuno,  per l’anno 2009, disattivare la differenziazione economica connessa alle valutazioni…rientranti nel range 0,90%-1,10%, per cui pur in presenza di valutazioni individuali differenziate, si intende procedere ad una erogazione dei compensi di pari misura per tutti coloro che siano stati valutati positivamente”. Incredibile, ma vero, l’Amministrazione, come spesso accade negli ultimi tempi, fa una rapida marcia indietro e decide di sorvolare  sull’applicazione  dei coefficienti di meritocrazia!  Dietro la scusa economica è del tutto evidente il fallimento dell’applicazione concreta di quanto stabilito dal CIE in termini di differenziazione del salario accessorio. La stragrande maggioranza degli accordi firmati a livello decentrato sono solo quelli che attribuiscono il parametro 1 a tutti.  Gli altri, a partire da quelli della Direzione Generale, sono accordi per lo più nulli perché non siglati  dalle RSU e neanche dai rappresentanti  territoriali, che hanno sconfessato in  questo modo la firma apposta al tavolo nazionale da Cgil, Cisl, Uil e Cisal. Una bella vittoria dei lavoratori che hanno respinto al mittente l’introduzione di un inopportuno anticipo della meritocrazia brunettiana, dimostrando di avere la capacità di mettere in discussione le scelte  non condivise. Un bel segnale, anche per il futuro, a  chi vorrebbe che i lavoratori si cimentassero in una “giusta competizione”, neanche fossimo a Vancouver!

  Il quadro emerso dal territorio è un quadro chiaro e previsto: nella stragrande maggioranza dei casi i dirigenti hanno ritenuto di non dover applicare coefficienti di diversificazione tra il personale e  questo per più motivi. Certamente la difficoltà di trovare criteri obiettivi ed incontestabili ha influito fortemente sulla decisione  di attribuire  a tutto il personale il coefficiente 1. Ma molto ha giocato anche la volontà di non penalizzare la “squadra” che , nonostante  tutto, ha consentito di raggiungere risultati positivi in termini di produttività. Così come ha giocato la volontà di non creare inutili e prematuri conflitti. Laddove invece i dirigenti hanno applicato la meritocrazia il “papocchio” è stato completo e si sono verificate le cose più assurde.

 Nella stragrande maggioranza dei casi i criteri non sono stati resi noti, oppure hanno penalizzato anche le situazioni tutelate dalla legge come le maternità. In molti casi i dirigenti si sono appellati alla privacy, dimenticando  che esiste una legge sulla trasparenza,  per non rendere noti i nomi dei dipendenti ai quali applicare coefficienti diversi da 1. Questa tesi è stata sostenuta in Direzione Generale anche dalla Uil che, d’accordo con la diversificazione che consente di assumere atteggiamenti virtuosi, “ha inteso evitare un “focus gratuito” (ma che vuol dire?!) sui nominativi proposti”, sostenendo la necessità di tenere distinti i ruoli e le responsabilità tra Amministrazione e Sindacato e di non mortificare la privacy in nome di “una non meglio qualificata trasparenza”. Privacy? Non meglio qualificata trasparenza? Ma stiamo scherzando o facciamo finta di non sapere che il fondo per il salario accessorio appartiene a tutti i lavoratori che hanno il sacrosanto  diritto di sapere come viene utilizzato?  Capiamo che la  trasparenza renderebbe evidenti tante, troppe gestioni clientelari anche di bassissimo livello, ma addirittura  fare una battaglia per negarla ci sembra francamente troppo!

Conclusioni?

L’Amministrazione ha dimostrato ancora una volta di essere totalmente incapace ed inaffidabile. Pur di  portare a casa la firma degli accordi inventa  soluzioni improponibili  da Azzeccagarbugli, puntualmente respinte dai Ministeri vigilanti.

  Spinta da manie da  prima della classe mette in moto “prove tecniche di trasmissione” sulla meritocrazia non condivise  dalla sua stessa Dirigenza  e non accettate dal personale.

Cgil-Cisl-Uil e Cisal firmando il CIE ed il fondo hanno dimostrato, volendo essere buoni, di essersi incautamente fidate dell’Amministrazione e firmando l’accordo sul sistema premiante di fare delle scelte senza il consenso del personale.

Su un’unica cosa abbiamo ancora un dubbio: cosa dirà ora la “grande” Cisl dopo aver strombazzato ai quattro venti di aver fatto recuperare tutto a tutti?  

 

 

 

Roma 17 febbraio 2009                                                       RdB Inail

                                                                               Coordinamento Nazionale

 

 

P.S. Alleghiamo a questo volantino la scheda di iscrizione alla RdB.  Forse per qualcuno è arrivato il momento di fare una scelta diversa.

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