RSPP...NON E' MAI TROPPO TARDI PER RINSAVIRE!

Roma -

Modello organizzativo della prevenzione interna.

Non è mai troppo tardi per rinsavire!

 

                Lunedì 8 marzo  al tavolo tecnico si è riaperta la discussione sul modello organizzativo della prevenzione interna, alla luce del d. lgs. 81/2008 e successive modifiche ed integrazioni, con particolare riguardo ad una possibile “ricalibratura” dei compensi destinati agli RSPP.

Dobbiamo ricordare  che,  nel giugno 2007, accogliemmo  con soddisfazione la decisione di non pagare tali compensi con i soldi del fondo dei professionisti, ma non condividemmo, a dicembre dello stesso anno, la ripartizione di tali risorse ai soli RSPP. Ritenemmo, e  continuiamo  a ritenere,  che destinare compensi, in taluni casi davvero sovrastimati, ai soli Responsabili del Servizio, senza tener in considerazione gli altri collaboratori del Datore di lavoro previsti dalla norma, è sintomo di scarsa attenzione rispetto alla questione. Probabilmente anche nel nostro Ente  non esiste ancora una reale cultura della Prevenzione.

L’Amministrazione dimostra infatti  di essere molto più impegnata sugli aspetti formali per tutelare se stessa rispetto alla normativa, piuttosto che sull’ implementazione di veri e propri interventi finalizzati alla tutela della salute e sicurezza dei lavoratori sui posti di lavoro.

Riteniamo che il Responsabile del Servizio Prevenzione e Protezione non debba essere il solo a programmare e promuovere interventi, ma che debba condividere le problematiche con gli altri Collaboratori del Datore di lavoro.  

Ci sembra però che qualcosa stia cambiando, perché l’Amministrazione è venuta al tavolo con una proposta che prevede  qualche Addetto del Servizio per le strutture più complesse: 2 per P.le Pastore, 1 per via Ferruzzi, 1 per Vigorso di Budrio. 

Ovviamente non basta, è però un primo segnale. Ma, udite,udite! Nel corso della discussione la UIL ha chiesto se era possibile spacchettare la struttura complessa di via Ferruzzi nominando tanti Responsabili quante sono le palazzine, e non è finita. La CISL si chiedeva se non era il caso di rivedere il tetto prefissato (oltre 22000 euro l’anno!)…

Tutte cose che la RdB aveva già proposto nel dicembre 2007 nella totale indifferenza delle altre OO.SS. sedute al tavolo. Ma, come diceva qualcuno tanti anni fa,  non è mai troppo tardi…  La sola CGIL è rimasta arroccata a difendere quanto sottoscritto a  dicembre 2007, sostenendo che la cosa non va modificata più di tanto e che l’elemento fiduciario deve essere alla base della nomina degli RSPP. 

   La Rdb sostiene invece  che la ”rotazione degli incarichi” sia oggi, ancora più di ieri,  necessaria, considerata la vasta rosa dei Professionisti e dei Tecnici aventi  i requisiti per ricoprire tali incarichi. Riteniamo che debba essere notevolmente ridotto il tetto prefissato per consentire un’equa ripartizione a coloro che per le rispettive competenze e responsabilità, danno il proprio contributo in merito. Solo con una  squadra preposta veramente alla salvaguardia della Salute e Sicurezza sui posti di lavoro, sarebbe possibile giorno per giorno, con azioni concrete e non a parole, incidere fortemente e fare davvero Prevenzione.

 

 

Roma 12 marzo 2010

                                                                  RdB INAIL                                  

                                                  Coord. Naz. P.I.

 

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