MA I VICARI POSSONO RAPPRESENTARE I LAVORATORI?

Roma -

 

 

 

        1, 2, 3, 4, 5, 6…Sono ben 6 i vicari candidati nelle liste  per le elezioni delle RSU-A.

          1, 2, 3, 4… questo il numero dei candidati responsabili  di strutture di tipo B.

          10 lavoratori rivestenti posizioni “evidentemente particolari” candidati nelle liste di tutti i sindacati, ad eccezione di quella della USB PUBBLICO IMPIEGO. E non sarà un caso…

          6+4=10. Un bel numero, se si pensa che complessivamente le RSU da eleggere sono 13. Paradossalmente ci si potrebbe trovare con una RSU quasi interamente composta da vicari e responsabili di strutture di tipo B!

          E’ evidente che per noi questa contraddizione non solo è inconcepibile, ma anche insanabile: come si fa a sedere ad un tavolo di trattativa rivestendo un duplice ruolo? Come si fa a valutare il personale e poi rappresentare quello stesso personale di fronte ad un’Amministrazione con cui si sono, ovviamente ed inevitabilmente, condivise  a monte delle scelte? Di fronte ad un problema di mansionismo, ad esempio, da che parte si sta, da quella del lavoratore o da quella del dirigente che utilizza quel lavoratore? E ci si espone, davanti al Direttore Generale, per rappresentare una qualsiasi istanza dei lavoratori della Direzione Generale? Non sia mai, ne va della carriera e anche del portafoglio!

          Come si risolve questa apparente “schizofrenia”?  In un modo molto semplice, non votando questi lavoratori, nella consapevolezza che ciascuno ha un ruolo ben definito: l’Amministrazione sta da una parte e la RSU da un’altra. Qualche volta  le posizioni possono coincidere, ma spesso non  è così e allora la RSU deve rivestire il suo ruolo fino in fondo, portando avanti le istanze dei lavoratori che quella stessa RSU hanno votato.

 

         

          Solo in questo modo si potrà mettere fine all’arroganza impunita di chi, avvalendosi del suo ruolo e utilizzando la sua candidatura, ricatta il personale alla ricerca di qualche voto in più. Gli esempi sono tanti e sarebbe ora di denunciarli pubblicamente.

          Ma veramente i lavoratori della Direzione Generale vogliono farsi rappresentare da questi personaggi?

 

Roma, 29 febbraio 2012

 

USB P.I.

Coord. Naz. INAIL

 

 

 

 

 

 

 

 

                 

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