L’infermiere va a congresso. Assemblea di tutti gli infermieri, aperta a TSRM, FKT e OSS Mercoledì 7 ottobre dalle 10 alle 13.30

Nazionale -

Correva l’anno 2022 dell’era Tardiola l’ultima, e unica, volta in cui si è parlato di Nuovo modello sanitario dell’Istituto (quello vigente risale al 2013) e delle funzioni dell’Infermiere in Inail ad un tavolo sindacale. Non andò bene. Tanta era la distanza tra la rappresentazione fatta su slide dalla dirigenza e la realtà delle aree sanitarie nelle quali, già allora, era complicato dare risposte efficaci all’utenza a causa della carenza e della disomogenea distribuzione del personale sanitario e di un’organizzazione del lavoro non all’altezza del compito.  

Se ne dissero tante: integrazione col SSN, CUP (esternalizzato), poli radiologici (senza Radiologi) e radiologie digitalizzate (senza Tecnici), ecc. A noi rimasero impresse soltanto le lapidarie parole dell’allora DG: tagliare i rami secchi. Da allora le cose sono notevolmente peggiorate visto che, all’aumento esponenziale del bacino di assistiti, dei carichi di lavoro, di procedure malfunzionanti e all’ampliarsi delle aspettative e dei bisogni sociali, non è corrisposto un adeguato aumento del personale infermieristico che, ad oggi, risulta addirittura in esubero.

Quel tavolo fu seguito dalla costituzione di un gruppo di lavoro, formato da medici e Infermieri della Sovrintendenza Sanitaria Centrale, con lo scopo di approfondire e valorizzare la figura infermieristica all’interno di un nuovo modello sanitario dell’Ente.

Di quel gruppo di lavoro si erano perse le tracce fino ad oggi, nell’era Fiori, quando tutti gli Infermieri, e non solo, dell’Istituto sono stati “invitati” a Milano per il “1° congresso nazionale”, evento individuato come attività di formazione obbligatoria ECM, nel quale verrà presentato il nuovo profilo dell’Infermiere Inail, già in fase di approvazione presso la FNOPI, la cui Presidente presenzierà ad un’intera giornata di lavori.

Un salto quantico perpetrato senza che i diretti interessati, gli Infermieri, siano mai stati realmente consultati nel merito delle proposte. Nessun confronto, nessuna condivisione: un cambio profilo d’imperio, presentato a cose fatte e calato all’interno di un nuovo modello sanitario sconosciuto.

Una professione che, per legge, gode di autonomia professionale e ambiti decisionali propri, trattata alla stregua di una figura ausiliaria rispetto alle decisioni altrui: siamo certi che ai medici non sarebbe mai stato riservato un trattamento del genere. D’altronde, evidentemente non a caso, all’Inail gli Infermieri sono ancora “professionali”, come prima del 1999, mentre dappertutto sono “professionisti”. Che non è questione di sfumatura linguistica, ma sostanziale.

Oltre ai diretti interessati, nessun confronto è stato attivato coi sindacati sul nuovo modello sanitario, dentro il quale calerà – inevitabilmente - il nuovo profilo infermieristico, affidato anch’esso a 5 gruppi di lavoro supervisionati (sic!) da membri dell’A.D. Little (una multinazionale americana di consulenza e supporto governance) e che dovrebbero aver concluso i lavori segreti lo scorso giugno.

In sintesi: un cambio di profilo senza condivisione coi diretti interessati e l’adozione di un nuovo modello sanitario senza confronto coi sindacati. Evviva la democrazia!

Senza contare che il nuovo modello sanitario dovrebbe andare di pari passo con il nuovo modello organizzativo il quale, al momento, si è occupato solo delle direzioni centrali, con continue modifiche prive di confronto sindacale e ratio comprensibile.

Nonostante tutto, noi vogliamo credere che questo evento porti con sé una reale valorizzazione degli Infermieri e che il nuovo modello rilanci le aree sanitarie e le prime cure per rispondere con dignità e professionalità alle richieste dei cittadini; siamo certi che prevederà nuove assunzioni, una equa redistribuzione dei carichi di lavoro e una dirigenza più illuminata e consapevole del nuovo percorso da intraprendere. Se non altro, per giustificare i costi dell’operazione e il sacrificio della dipartita dalle città del Sud a Milano, la città più cara d’Italia.

Ma siccome a pensar male si fa peccato ma spesso ci si azzecca, non vorremmo che il nuovo profilo e il nuovo modello sanitario fossero finalizzati unicamente alla creazione di nuove strutture e nuovi incarichi per una ristretta élite infermieristica, senza alcun beneficio economico e professionale per chi è quotidianamente impegnato nelle sedi con l’utenza.

Per questo motivo, come USB INAIL indiciamo

ASSEMBLEA DI TUTTI GLI INFERMIERI, aperta a TSRM, FKT e OSS MERCOLEDI’ 7 OTTOBRE DALLE 10 ALLE 13.30

SU PIATTAFORMA TEAMS

Un’occasione per confrontarci sul futuro che qualcun altro ha prospettato per noi.

Seguiranno indicazioni e link per la partecipazione.

Ci vediamo a Milano!

Roma, 21 Settembre 2026                                        Coordinamento Nazionale USB INAIL