Inail incontro con l'amministrazione su green pass e smart working

Nazionale -

Mercoledì 6 ottobre si è svolto l’incontro tra Amministrazione e Organizzazioni Sindacali per chiarire le intenzioni della DG rispetto al rientro in servizio in presenza e all’introduzione del Green Pass dal prossimo 15 ottobre.

L’amministrazione ha illustrato una nota che la DCRU, in collaborazione con le altre DC coinvolte, sta predisponendo per fornire le prime indicazioni a tutte le Strutture, pur in assenza di linee guida ufficiali sulle modalità di rientro in servizio nelle sedi ed il superamento del lavoro agile come modalità ordinaria di lavoro.

La nota intende sciogliere preventivamente alcuni dubbi interpretativi su cui l’amministrazione si è confrontata con le organizzazioni sindacali, riservandosi di recepire alcune delle indicazioni emerse in riunione.

Rimane la possibilità di ulteriori modifiche nel momento in cui i ministeri competenti emetteranno le linee guida ufficiali, indispensabili per gestire un fenomeno così complesso come sarà quello del rientro in sede di migliaia di dipendenti pubblici, in un periodo in cui l’emergenza sanitaria è ancora in atto.

La USB ha sottolineato che il rientro dei lavoratori e delle lavoratrici deve essere in primo luogo assicurato dalla stretta osservanza di tutte le norme in materia di sicurezza a partire dai DPI, dalla certezza del distanziamento negli uffici, che le attuali condizioni di lavoro spesso non garantiscono rispetto ad un rientro in massa, l’igiene e la sanificazione.

Se il vaccino è, allo stato dell’arte, il più importante ed utile strumento di sanità pubblica, lo stesso non si può dire del Green Pass che riteniamo sia una misura sbagliata e discriminatoria che, oltre a non garantire la sicurezza, pone diversi problemi di gestione. In particolare:

·       l’improvvisa assenza di personale, conseguente al mancato possesso/esibizione del GP, che in aggiunta alla cronica carenza di personale, determinerebbe l’impossibilità di programmazione delle attività con possibili disagi per l’utenza, posto che nessun obbligo di segnalazione preventiva è in capo al lavoratore sprovvisto dello stesso;

·       L’evidente paradosso tra la richiesta del GP e l’osservanza dell’obbligo vaccinale da parte di tutto il personale sanitario che sarebbe costretto ad esibire il GP, in alcuni casi pur continuando a non essere vaccinato;

·       il GP non è una surroga dell’obbligo vaccinale, del quale il governo non ha voluto assumersi la responsabilità, ma una libera scelta del singolo sulla possibilità o meno di vaccinarsi e dal momento che viene considerato quale misura di sicurezza dei luoghi di lavoro è chiaro che il costo dei tamponi deve essere a carico dei datori di lavoro, che della sicurezza sono responsabili, e non a carico dei lavoratori e delle lavoratrici che si troverebbero costretti a pagare per lavorare; d’altra parte, USB ritiene che sia urgente ripristinare lo screening con tamponi, su base volontaria, per tutto il personale indistintamente;

·       Il compito della verifica in ingresso del possesso del GP e della sua validità non dovrà ricadere sul personale i cui carichi di lavoro sono già gravosi.

Si è poi aperta la discussione sul mantenimento del lavoro agile, con l’obiettivo da parte dell’amministrazione di garantire l’integrale servizio all’utenza anche con la riapertura, dove già non avvenuto, degli sportelli e dei servizi all’utenza.

L’amministrazione, in attesa delle linee guida ministeriali e con il perdurare dell’emergenza sanitaria fino a dicembre, intende assumere una posizione prudente ed equilibrata sui rientri di “massa”, continuando a mantenere il personale in SW, fatto salvo il principio della garanzia dei servizi all’utenza e i criteri di rotazione e alternanza tra presenza in sede e SW.

Un atteggiamento che abbiamo apprezzato sia perchè non cede al furore ideologico di Brunetta, per il quale i dipendenti pubblici sono “fannulloni” che per oltre un anno e mezzo sono stati in pigiama sul divano ma, anzi, valorizza i risultati raggiunti e lo sforzo fatto dal personale dell’Istituto spesso con mezzi di fortuna e lavorando ben oltre l’orario di servizio, sia perché dimostra consapevolezza rispetto alla garanzia della sicurezza sui luoghi di lavoro in assenza di interventi strutturali e organizzativi.

Lo stesso atteggiamento non trova però stesso riscontro nella nota scritta nella quale la delega ai dirigenti lascia spazio ad interpretazioni difformi e disparità di trattamento, motivo questo che ci ha fatto richiedere che le indicazioni siano chiare e univoche su tutto il territorio.

Inoltre:

·       se il lavoro agile va garantito ai fragili, come da proroga fino a dicembre delle disposizioni di legge per le condizioni espressamente elencate dalla normativa, vanno adeguatamente tutelati anche i lavoratori che pur non rientrando nella rigida categoria della fragilità hanno ottenuto prescrizioni sulla base dello stato di salute, cosa che non sembra essere recepita da una parte dei Medici Competenti dell’Inail e che potrebbe, in assenza di indicazioni chiare del datore di lavoro che resta responsabile penalmente per la salute e sicurezza dei lavoratori, creare odiose discriminazioni tra i lavoratori nell’utilizzo del lavoro agile e numerosi contenziosi;

·       deve essere chiaramente previsto per tutti lo SW per quarantena da contatto stretto, che non trova altrimenti copertura INPS e sarebbe totalmente a carico del lavoratore;

·       il lavoro agile non può essere utilizzato come modalità per eludere il GP a scapito degli altri lavoratori, ma (fatti salvi i fragili) va seguito il criterio della rotazione e alternanza con la presenza in sede;

·       la necessità di procedere ad informativa e confronto con le OOSS locali e le RSU sulle modalità operative da applicare nelle sedi.

Invitiamo i lavoratori e le lavoratrici dell’INAIL a partecipare allo sciopero generale dell’11 ottobre indetto dalla USB con Presidio sotto il Ministero della Funzione Pubblica, con il quale, oltre a rivendicare sicurezza in tutti i posti di lavoro ed un vero rinnovo contrattuale, intendiamo ricordare al ministro che i lavoratori del pubblico impiego, e tra questi quelli dell’INAIL, hanno garantito, pur nella gravissima riduzione del personale e grazie all’utilizzo del lavoro agile, i servizi pubblici in una situazione di pandemia che ha sconvolto il nostro Paese e che non si è ancora conclusa.

Vi terremo come di consueto aggiornati.

Roma 7 ottobre 2021                                   

USB INAIL Coordinamento Nazionale

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