Inail, sistema di valutazione individuale: ennesimo schiaffo ai lavoratori

Nazionale -

In questi giorni stanno arrivando le valutazioni sulle performance individuali per l’anno 2020 a tutti i colleghi e tra un po’ ci saranno i colloqui con i Dirigenti per quelle relative all’anno 2021.

Ci aspettavamo un atto di coraggio da parte dell’Amministrazione ovvero se non una sospensione o un rinvio del sistema di valutazione quantomeno l’adozione di una formula semplificata che, a fronte di un anno 2020 terribile, riconoscesse in maniera incontrovertibile l’enorme impegno personale degli (ormai pochissimi) dipendenti, impegno che è risultato essere l’unica vera risorsa in grado garantire prestazioni e servizi all’utenza.

E invece no! Tutto è rimasto come prima a partire dalla (voluta) estrema opacità della procedura. Vale la pena ricordare che i punteggi numerici sono stati celati dalle “classi di valutazione” (insufficiente, sufficiente, più che adeguato, elevato) ma, non sono scomparsi e saranno questi punteggi che conteranno nei concorsi e nei passaggi economici.

Ma siccome questo escamotage non è stato giudicato sufficiente per prevenire possibili reazioni di protesta, le summenzionate “categorie di valutazione” degli anni precedenti sono state trasformate in lettere dell’alfabeto in modo da scoraggiare “inopportuni” confronti tra le valutazioni dei vari anni.

Se il principio di trasparenza è da intendersi come accessibilità totale alle informazioni, allora per questa procedura non c’è, ed è inutile celebrare la giornata della trasparenza se questa viene garantita solo all’utenza esterna. Anche i dipendenti Inail sono cittadini con pari diritti!

Ricordiamo, inoltre, che la procedura di valutazione individuale non dipende da “cicli o leggi immutabili della fisica”, ma è il risultato di ripetuti accordi sottoscritti da alcune OO.SS. con l’Amministrazione, ma non certo da USB.

Si potrebbe (e dovrebbe) poi parlare della assoluta variabilità e discrezionalità dei dirigenti nell’effettuare questo tipo di valutazione, con l’unico comune denominatore dato dalla preoccupazione di non superare il “plafond” di punteggi prestabilito.

Ma torniamo ai motivi che avrebbero dovuto determinare una rottura con il passato e che crediamo siano sotto gli occhi di tutti. La pandemia ha imposto da un giorno all’altro al personale dell’Istituto di lavorare da casa con la conseguente perdita economica per la mancata erogazione dei buoni pasto (ma in altri Enti ciò non è avvenuto!) e dello straordinario a fronte di notevoli aumenti delle spese personali: connessione internet, bollette telefoniche, elettriche, riscaldamento…

Spesso, non ci si ricorda della situazione in cui il personale si è trovato!

Condivisione delle stanze con i propri famigliari, tavoli per lavorare di fortuna, utilizzo dei propri computer perché l’Amministrazione non ne aveva da fornire, malfunzionamento delle procedure.

Isolamento, non solo dai colleghi, ma soprattutto dai propri famigliari che si sono trovati bloccati in altre città, sensazione di vuoto, malattie e quarantene legate al covid, disagio psicologico, lutti…

Quanti Dirigenti si sono adoperati per ascoltare i bisogni e le necessità dei dipendenti? Quanti hanno chiesto semplicemente come va? Come state? Quanti si sono fatti carico delle difficoltà organizzative e gestionali dei colleghi?

Nonostante tutto questo il lavoro è andato avanti, infortuni regolarmente pagati, fatture a terzi pagate, rapporti con consulenti e datori di lavoro regolari…

Alcuni colleghi hanno visto la valutazione e non concordando con il parere espresso faranno istanza di riesame ma tanti, troppi non la faranno! Si potrebbe pensare per accettazione di un pre-giudizio!

Non è così! Non la faranno semplicemente per stanchezza, rassegnazione e convinzione che non cambierà niente ma, soprattutto perché la procedura di opposizione farraginosa e priva di elementi di reale confronto non serva a nulla! Bisognerà ricominciare l’anno dopo di nuovo con la stessa trafila! E così anno dopo anno!

Nei prossimi giorni inizieranno i colloqui che saranno totalmente impari perché l’ultima parola sarà comunque quella del dirigente. Le decisioni non verranno contestate non solo perché il personale è rassegnato, ma perché soggetto debole del rapporto di lavoro e privo di tutela nel confronto faccia a faccia con il dirigente. Aver offerto la possibilità di discutere le decisioni, finirà per depotenziare anche il margine già minimo per impugnare le valutazioni.

Ma a questo punto il sistema di valutazione a cosa serve? Ad aumentare la delusione e il senso di frustrazione? A stimolare un dipendente pubblico sempre più stanco e carico di lavoro e pressioni? A mortificare la professionalità e dedizione dei colleghi?

In questi anni ci si è dimenticati che L’INAIL è un Ente Pubblico con uno scopo pubblico previdenziale e sociale a sostegno dei lavoratori in difficoltà. Non è un Ente privato o meglio un’assicurazione privata che persegue utili economici o societari!

O distratti dalla pandemia ci siamo forse persi qualcosa?

 

Roma, 12 aprile 2021                                                       USB Coord Naz INAIL

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