Inail, non c'e’ più tempo ora bisogna correre

Roma -

Primo ritorno in presenza – ieri pomeriggio -al tavolo di contrattazione nazionale per discutere, ancora sul piano tecnico, eventuali ultime modifiche al testo della bozza del CIE 2021 presentato dall’amministrazione.

Un mero esercizio di stile visto che, giunti ormai a novembre, è possibile modificare ben poco e le risorse del Fondo Incentivante sono state già spese.

La USB ha posto due punti all’attenzione del tavolo, che ritiene decisivi per l’Istituto ed i suoi dipendenti, anche in considerazione di quanto si sta discutendo in sede Aran per il rinnovo del CCNL:

·       l’impegno ad emanare nel più breve tempo possibile il nuovo piano triennale dei fabbisogni che deve rispondere concretamente alle difficoltà operative delle Sedi e degli Uffici, ormai giunti ad una situazione limite di sostenibilità dell’attività istituzionale e di risposta all’utenza; 

·       la necessità di varare rapidissimamente il bando per gli sviluppi economici, fermi da oltre dieci anni, approvando possibilmente entro dicembre anche l’eventuale graduatoria, ancorché non definitiva.

Possibilità quest’ultima che può concretizzarsi stabilendo urgentemente i criteri di selezione, senza il ricorso ad alcuna prova, facendo riferimento a titoli e professionalità acquisita.

Durante l’incontro abbiamo fatto presente la necessità di procedere prima della sottoscrizione del nuovo CCNL in discussione all’Aran che, se non si cambia linea, interverrà sia sulle retribuzioni fondamentali, con una loro pericolosissima destrutturazione, sia sugli sviluppi economici.

In particolare, questi ultimi, per come si stanno delineando, prevederanno un’unica selezione per tutta l’Area, mettendo in “concorrenza” tra loro una platea ovviamente più estesa e non omogenea, e verranno fatti con nuovi criteri dove la valutazione individuale avrà un evidente rilievo.

Una rivoluzione copernicana, voluta dal ministro Brunetta che sembra non disturbare più di tanto le altre OO.SS e contro cui la USB ha proclamato una giornata di sciopero ed avviato in tal senso il tentativo di conciliazione.

L’unica possibilità di rimediare a tale disastro, oltre allo sciopero, è quella di avviare immediatamente le procedure.

In tal senso la USB ha chiesto la sottoscrizione urgente di un accordo che preveda la possibilità di uno sviluppo economico in orizzontale per tutti, portando fin da subito con il CIE 2021 la quota massima possibile dei passaggi al 50%, da completarsi per il restante 50% con il CIE 2022.

E’ bene precisare che la quota del 50% non può essere superata per non incorrere in rilievi delle strutture vigilanti con il pretesto della manca selezione.

All’INAIL, contrariamente a quanto avvenuto in altre amministrazioni dello stesso comparto si è aspettato veramente troppo sia per le progressioni verticali tra un’area e l’altra, da A a B e da B a C, per cui è necessario passare sotto il giogo dell’approvazione dei fabbisogni e di un bando di concorso, sia per gli sviluppi economici.

In ultimo, ma non ultimo, la USB ha chiesto all’amministrazione di avere una risposta sulla situazione dei lavoratori assunti come Co.co.co., anche alla luce di quanto è in fase di discussione parlamentare sulla legge di Bilancio 2022 per quanto riguarda il personale sanitario assunto per fronteggiare l’emergenza COVID, per altro non conclusa, per i quali al 31 dicembre scade il rinnovo.

La USB ha chiesto ancora una volta di prendere atto che l’attività svolta da tali figure professionali configuri un vero e proprio rapporto di lavoro subordinato che deve portare alla loro stabilizzazione definitiva.

Il tavolo è stato aggiornato alla prossima settimana che, lo diciamo con chiarezza a tutti, sarà l’ultima possibilità per dare attuazione alle procedure di selezione con le attuali modalità, prima delle radicali modifiche che potrebbero intervenire con l’approvazione del CCNL in sede Aran.

Roma 10 novembre 2021                                          

USB PI INAIL

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