I MOTIVI DELLA NON FIRMA DELL'ORGANICO

Roma -

“Quest’organico non s’ha da firmare!”

                        

                         Perché?

 

·       Il nuovo fabbisogno nasce dall’applicazione dell’art. 74 della legge 133/2008 che prevede la riduzione del 20% degli uffici dirigenziali di livello generale, del 15% di quelli di livello non  generale  e la “rideterminazione  delle dotazioni organiche del personale nella misura non inferiore al 10% della spesa complessiva relativa al  numero di posti in organico di tale personale”. Siamo di fronte ad uno dei tanti tagli presenti nella cosiddetta finanziaria di mezza estate  (legge 133) che, come organizzazione sindacale, abbiamo contestato da subito  attraverso presidi, mobilitazioni e due scioperi: uno il 31 luglio, specifico per il settore Parastato ed uno generale il 17 ottobre.

 

 

·       Tali tagli nascono quindi da disposizioni di legge e nulla hanno a che vedere con  le necessità organizzative degli Enti di rivedere il proprio fabbisogno sulla base dell’operatività delle singole strutture, a dimostrazione, se ancora ce ne fosse bisogno, che siamo di fronte ad una riforma della Pubblica Amministrazione in senso negativo e non certo funzionale alle esigenze dell’utenza e della cittadinanza.

 

 

·       Gli Enti Previdenziali  sono in procinto di rivedere la loro modalità operativa attraverso il piano industriale delle sinergie, compito principale dei 3 Commissari  nominati dal Governo proprio a tale  scopo. Per l’Inail il futuro si delinea ancora più incerto. Anche se non trapela nulla, sappiamo che si sta lavorando alla creazione di un’Agenzia per la sicurezza, che dovrebbe avere tra i suoi attori principali il nostro Ente : che senso ha, ribadiamo ancora una volta, rivedere i fabbisogni in questa fase, giocando al buio, e soprattutto senza sapere a quale gioco si sta giocando? Riteniamo che i Commissari avrebbero dovuto esercitare il loro peso politico nei confronti del Governo, chiedendo una deroga al termine del 30 novembre e rinviando l’approvazione dei nuovi fabbisogni all’indomani  del piano industriale sulle sinergie. Questo sarebbe stato un atteggiamento non solo auspicabile, ma soprattutto responsabile.

 

 

·       Qualcuno ha parlato di tagli indolori: la riduzione infatti non incide sulla forza ma sulla differenza esistente tra fabbisogno ed organico. In realtà molti sottovalutano che, a seguito dei tagli, il prossimo fabbisogno complessivamente  andrà a coincidere quasi con la forza. Cosa succederà se saranno previsti ulteriori tagli sulla base di specifiche, ulteriori  disposizioni normative, che non possiamo affatto escludere, visti i tempi? 

 

 

·       Il nuovo fabbisogno non permette di includere gli attuali A1 nella dotazione organica. Questi colleghi, circa 400, continuano a  rimanere  invisibili, pur essendoci e lavorando concretamente nelle strutture dell’Ente: dei veri e propri fantasmi. Non vogliamo fare i catastrofici, non giova a nessuno, ma è evidente che abbiamo delle forti preoccupazioni rispetto ad eventuali processi di mobilità che potrebbero mettersi in moto sulla base delle disposizioni vigenti. Tale preoccupazione dovrebbe essere condivisa da chiunque abbia un minimo di cognizione rispetto al panorama che si va delineando nella Pubblica Amministrazione ed indurre tutti a ricercare, al più presto, possibili soluzioni attraverso l’apertura di un tavolo apposito con l’Amministrazione che affronti il problema nella sua complessità, invece di passare le ore a discutere della carenza di  ben tre avvocati o del declassamento della DCSO piuttosto che della struttura del CIV!

 

 

·       Mentre l’Amministrazione continua a parlare di recupero totale della funzione sanitaria,   vengono tagliati, rispetto al vecchio organico,  64 posti di personale medico e 79 posti complessivi di personale sanitario non medico. Ci risulta francamente incomprensibile capire come affronteremo con questi numeri la tanto decantata  funzione riabilitativa… a meno che non si stia parlando ancora una volta per slogan. Come se non bastasse di fronte ad un’emergenza drammatica come quella delle morti sul lavoro, vengono tagliati 108 posti di ispettore di vigilanza e si riducono 15 professionisti e 23 tecnici  tra Contarp  e CTE. Non siamo così ingenui da non sapere che quando si taglia “ a chi tocca tocca!”, ma chi ha ancora il coraggio di parlare di funzionalità della Pubblica Amministrazione? 

 

 

·       Il nuovo fabbisogno renderà quasi impossibili trasferimenti a domanda del personale e possibilità concrete  di prossime procedure concorsuali. Questi sono gli effetti della coincidenza pressoché totale tra organico e forza. Far affidamento sui pensionamenti per risolvere questi problemi (ulteriori tagli permettendo, che potrebbero incidere proprio sui posti vuoti lasciati dai pensionati, annullando così il “beneficio” dei pensionamenti)  senza tener conto delle limitazioni contenute nell’art. 66 della 133/2008 ( 1 nuova assunzione per ogni 10 pensionamenti nel 2009- 2 ogni 10 nel 2010 e  2011- 5 ogni 10 nel 2012, avendo a riferimento il doppio limite di spesa e di unità) significa vendere fumo ai lavoratori.

 

 

·       Il ruolo del sindacato non  può essere ridotto ad una funzione meramente notarile di approvazione di quanto prevedono  leggi scellerate come la 133/2008.  Parlare di senso di responsabilità nel firmare accordi come questo, significa dimostrare chiaramente che si è ormai definitivamente perso il significato profondo dell’essere sindacato. Per noi essere responsabili significa non avallare con la nostra firma scelte  che non condividiamo e  che abbiamo contrastato in ogni modo possibile. Scelte che avranno a breve, pesanti ripercussioni sulla funzionalità delle strutture e sulle condizioni lavorative del personale. Scelte fatte oggi e che produrranno i loro effetti negli anni a venire. E’ bene che ce ne ricordiamo tutti.

 

·       E’ evidente che siamo di fronte a valutazioni politiche e di merito concrete e non a pregiudiziali ideologiche: la RdB ha sempre valutato le scelte governative nei fatti,  sulla base delle ripercussioni che avrebbero avuto sul mondo del lavoro e non sulla base dell’appartenenza politica di questa o quella compagine governativa.  Siamo fieri di questa nostra non subalternità, che rivendichiamo con forza!

 

 

E’ sufficiente tutto questo per motivare perché la RdB non firma?

 

 

Roma, 25 novembre 2008                                           RdB CUB Inail

 

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