Facciamo un passo avanti! Lettera al Direttore Generale

Roma -

 

Al Direttore Generale

Dr. Giuseppe Lucibello

Al Direttore Centrale DCRU

Dr. Giuseppe Mazzetti

Al Dirigente Ufficio Relazioni sindacali

Dr. Cesare Parisi

 

Con lettera del 18 Settembre qui allegata e che si richiama integralmente, la scrivente USB PI ha posto l’accento su alcuni questioni preliminari riguardanti il rientro in sicurezza nei luoghi di lavoro.

A circa due settimane dal 15 Settembre, con il completo rientro in servizio, seppure a turno, dei lavoratori nelle Sedi occorre evidenziare alcune questioni che a parere di USB PI rivestono carattere urgente e indifferibile, riguardando la sicurezza e il benessere lavorativo del personale dell’Istituto.

 

LAVORO AGILE IN EMERGENZA – MODALITA’ DI FRUIZIONE

La nota DCRU del 23 Settembre, che pure chiarisce alcuni aspetti importanti in ordine allo svolgimento dell’attività lavorativa in modalità agile, ha ristretto improvvidamente la possibilità di fruire dello smart working in modalità oraria alle sole ipotesi di “esigenze personali legate allo stato emergenziale” rimettendo alla valutazione dei dirigenti delle strutture centrali e periferiche la valutazione delle esigenze medesime. Occorre che l’Amministrazione centrale precisi – onde evitare interpretazioni esageratamente restrittive – che lo stato emergenziale, non limitandosi alla sola ipotesi di figli in età scolare, coinvolge anche le casistiche di uso dei mezzi pubblici, di assistenza a persone fragili benché non conviventi, cioè in ultima analisi la vita di tutti i lavoratori dell’Istituto; appare quindi necessario – per USB PI- concedere a richiesta del lavoratore la fruizione oraria, senza eccessivi formalismi da parte del dirigente di turno, che come consueto conducono solo a disparità di trattamento, in una situazione di prolungata epidemia.

Nella medesima nota della DCRU continua l’assurda discriminazione nei confronti del personale sanitario (gli eroi di marzo e aprile), degli ispettori e delle assistenti sociali (sul trattamento riservato alle quali in questi anni, andrà presto fatta chiarezza). Prevedere – senza apparenti motivazioni legate ai servizi di prossimità all’utenza – che i colleghi di queste categorie non possano accedere al lavoro agile per l’intera giornata appare illogico e assurdo, senza verificare nel caso concreto se ciò avvenga o meno nel rispetto del servizio all’utenza. Ci giungono segnalazioni di funzionari socio educativi presenti in ufficio anche in assenza di appuntamenti, di sanitari presenti in sede anche se in determinate giornate non è ancora prevista l’attività ambulatoriale, di infermieri che grazie alla presenza in sede dei neoassunti co.co.co. potrebbero a turno fruire – fatte salve le esigenze di servizio – di “giornate intere” di smart working - nelle quali dedicarsi esclusivamente alle attività “smartabili”. Attività smartabili ci sono e sono cospicue in tutte le aree di lavoro, anche nell’area sanitaria.

La preclusione o la limitazione tout court del lavoro agile per alcune figure professionali appare immotivata. Non bisogna dimenticare che purtroppo la fase emergenziale non si sta esaurendo - tutt’altro - considerato che il governo sta attualmente valutando l’estensione dello stato di emergenza fino al 31 gennaio; pertanto, pur garantendo la piena funzionalità delle sedi, è doveroso adottare tutte le misure che consentono di evitare concentrazioni di persone negli uffici e quindi occasioni di contagio.

 

SPORTELLI AMMINISTRATIVI

USB PI lo ha ripetuto così tanto -nelle riunioni e nei comunicati- da apparire quasi stucchevole. Occorre fare chiarezza su questo fondamentale aspetto del servizio all’utenza. Bisogna chiarire senza ambiguità se, una volta garantite tutte le misure di tutela, gli sportelli amministrativi per la gestione dell’utenza che accede spontaneamente vanno riaperti oppure no. Bisogna prendere questa decisione responsabilmente e definitivamente, senza lasciare la decisione al territorio. Se tutte le norme per il contrasto del contagio dispongono l’uso prioritario degli strumenti digitali e telefonici per il contatto con l’utenza, non è normale che in alcune sedi, lo sportello venga effettuato due volte a settimana e con accessi soltanto su appuntamento e in altre sedi si apra 5 giorni su 5 e anche con accessi spontanei.

USB PI richiede urgentemente una verifica ed una omogeneità di organizzazione del servizio all'utenza, ora basta!

 

LAVORATORI FRAGILI

Ancora sulla individuazione dei cosiddetti lavoratori fragili, sulla cui identificazione abbiamo rilevato che si stanno manifestando diverse “scuole di pensiero”.

Senza intaccare l’autonomia decisionale dei medici competenti, unici soggetti ad avere tale rilevantissima responsabilità, ribadiamo che riteniamo doveroso dare una risposta al lavoratore che ha segnalato una patologia, tra quelle indicate nei vari questionari somministrati dai medici competenti. Il lavoratore in questione deve avere un riscontro, gli deve essere fornito un chiarimento in merito alla valutazione delle patologie segnalate e sulla motivazione della conseguente esclusione dal novero della “fragilità”. Non si tratta solo di evitare disparità di valutazioni, ma di affrontare adeguatamente una situazione che può riverberarsi pesantemente sul benessere e la salute del lavoratore.

Non si sottovaluti che la questione “lavoratori fragili” potrebbe inficiare anche pesantemente il monitoraggio sul lavoro agile in emergenza, deciso concordemente tra OO.SS. ed amministrazione.

 

VERIFICA DEL CONTAGIO – TAMPONI

USB PI constata che, dopo mesi in cui ha richiesto l’installazione di plexiglas e misurazione della temperatura in tutte le sedi e per tutti i dipendenti, finalmente nella generalità delle sedi si sta procedendo nel senso di queste elementari misure di sicurezza, non previste come obbligatorie dal protocollo del 15 maggio, che USB PI, anche per questo motivo, si rifiutò di firmare.

Va ora posto il problema dei tamponi periodici al personale, innanzitutto nei confronti del personale che è a diretto contatto con l'utenza, e poi di tutto il personale che effettua turni di presenza in sede. Per USB PI, va prevista e organizzata l’effettuazione periodica dei tamponi, anche alla luce dell'andamento dei contagi, che alla data odierna sembra peraltro non avere quella caratterizzazione geografica che l’ha contraddistinto nella prima fase. USB non chiede certamente di fare tre tamponi settimanali come i calciatori e i lavoratori dello spettacolo… ma uno screening periodico questo sì!

 

STRUMENTAZIONE INFORMATICA

E’ necessario che l’Amministrazione provveda rapidamente a fornire a tutto il personale – impegnato con turni in sede e lavoro a domicilio - la strumentazione informatica necessaria (tipo SURFACE). Tale fornitura andrà rapidamente attuata senza procedere alla dismissione delle postazioni fisse in sede. La dismissione dei PC fissi e la conseguente rivoluzione della PDL (postazione di lavoro) individuale costituiscono un palese intervento organizzativo che necessita di approfondite analisi e che peraltro – se attuato – costringerebbe migliaia di lavoratori quotidianamente a spostarsi con il proprio computer, con profili anche di tutela assicurativa da approfondire.

 

TURNAZIONE - INFORMATIVA ALLE OOSS

L’informativa prevista in relazione alla programmazione dei turni, da ultimo ribadita nella nota DCRU citata, anche in relazione ai piani predisposti periodicamente nelle sedi, deve essere chiara, effettiva, esplicita per consentire alle OOSS l’eventuale richiesta di confronto. Rispetto alla prima programmazione effettuata nel mese di Settembre, sono giunte segnalazioni di informative generiche, oscure, incomplete, al limite dell’offensivo… anche qui occorre fare rapidamente un passo avanti, nel senso indicato, per la necessaria chiarezza e trasparenza dei rapporti tra Amministrazione e OOSS, in Direzione generale e in tutte le strutture del territorio.

Data la grave situazione sanitaria che sta vivendo il Paese, USB PI sollecita un rapido intervento dell’Amministrazione sulle questioni segnalate e sulle misure richieste che tutte servono ad evitare i rischi di contagio e si riserva di effettuare ulteriori segnalazioni e richieste a tale riguardo.

 

Roma 30 settembre 2020

USB PI INAIL

f.to Massimo Briguori