AFFONDIAMO I FONDI PENSIONE CONFEDERALI...OPS...COMPLEMENTARI!

Roma -

 

 

          Si è tenuta questa mattina presso l’Auditorium di Piazzale Pastore la video conferenza sull’avvio del Fondo Sirio.

          In una sala semi deserta una delegazione della USB ha fatto il suo ingresso con un folto gruppo di lavoratori e lavoratrici del Pubblico Impiego interrompendo i lavori e manifestando il profondo  dissenso alla previdenza complementare, a difesa della previdenza pubblica.

          La scarsa presenza dei lavoratori nell’Auditorium, ed a quanto ne sappiamo anche nei collegamenti in streaming, contrapposta alla consistente presenza di quelle sigle sindacali che sponsorizzano i Fondi può rendere l’idea di chi ha veramente a cuore la previdenza complementare.

          La crisi economica che stiamo attraversando ha  posto sotto gli occhi di tutti l’effetto disastroso della speculazione, dell’immissione di titoli “tossici”, di una finanza che produce solo effetti negativi che ricadono sulla pelle dei lavoratori.

          Dopo i blocchi dei contratti e l’aumento vertiginoso del carico fiscale, ai lavoratori viene chiesto adesso di devolvere anche il TFR ad un fondo negoziale a carattere privatistico che dovrebbe assicurare una pensione complementare: il fondo Sirio dove, mentre un presidente proveniente dal sindacato CISL, Allegrini sa già quanto sarà il suo compenso per ricoprire questo ruolo (almeno 21.000 euro) così come i membri del Consiglio di Amministrazione (per ogni seduta 200 euro) i possibili iscritti non hanno idea di quanto sarà l’ammontare di questa eventuale futura pensione integrativa perché nessuno può conoscere l’andamento della borsa nei prossimi anni. 

          Perché è proprio di questo che stiamo parlando, della richiesta di cedere il nostro TFR ad un fondo che  “giocherà in borsa” i nostri soldi senza nessuna garanzia per nostro futuro. Quello che è ancora più emblematico è che gli “sponsor” di tutta questa operazione sono ancora una volta quelle Organizzazioni Sindacali Confederali che invece di difendere il Welfare di questo Paese, impedendo che venisse minato alle fondamenta il sistema previdenziale pubblico, si “fanno impresa” lucrando sul diritto dei dipendenti di avere una pensione dignitosa.

            Ma il sacrosanto diritto dei lavoratori deve essere difeso attraverso la riconquista di una giusta pensione, rilanciando la previdenza pubblica.

            Le mail che abbiamo ricevuto oggi da molti lavoratori e lavoratrici INAIL a sostegno dell’iniziativa contro la pensione integrativa, fanno capire la necessità di rilanciare il sistema previdenziale pubblico. Per questo e per difendere lo stato sociale, i diritti dei cittadini e dei lavoratori, la USB P.I. ha indetto una manifestazione nazionale sotto il Parlamento il  22 maggio.

          Insieme possiamo vincere le battaglie di tutti e di tutte.

          Sul sito www.usb.it potete trovare pubblicato il video di questa giornata.

 

 

Roma, 22 aprile 2013

USB P.I.

Coord. Naz. INAIL