Mansionismo. Unica soluzione l’area unica!

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L’impianto di classificazione del personale del nostro ex comparto EPNE risale a venti anni fa e, salvo alcuni correttivi adottati negli anni, fino ad oggi è rimasto sostanzialmente invariato; quindi è assolutamente necessaria una sua revisione, visto lo sviluppo intervenuto con l’informatizzazione dei processi di lavoro.


Uno degli aspetti più anacronistici è rappresentato dal mantenimento della suddivisione della classificazione in tre aree, A B e C. Classificazione anacronistica in quanto non più corrispondente alle necessità funzionali dell’Amministrazione, ma pure iniqua e dunque inaccettabile dato che alimenta a dismisura il fenomeno del mansionismo, diventato nel nostro Ente  elemento ormai strutturale della organizzazione del lavoro, anche a causa dei limiti imposti per legge per i passaggi tra un’area ed un’altra.


Se a questa situazione si aggiunge il reiterato blocco dei concorsi e la conseguente diminuzione di personale, che produce non solo aumento dei carichi di lavoro, ma anche utilizzo improprio dei lavoratori e delle lavoratrici in funzioni superiori, senza alcun riconoscimento né giuridico né economico. Il quadro che si delinea è piuttosto evidente, siamo di fronte alla negazione totale di quanto stabilito dall’art. 36 della nostra Costituzione che afferma che il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro (a parità di lavoro parità di retribuzione).


La strada adottata da qualche organizzazione sindacale di tentare di risolvere questa situazione di pesante illegalità attraverso i ricorsi, non ha dato i risultati attesi. Anche perché sempre più spesso il ricorso alla magistratura rappresenta un’incognita legata alla soggettività del giudizio del giudice di turno. Né tantomeno la soluzione al problema può essere ricercata all’interno delle singole Amministrazioni: la contrattazione integrativa, e quindi anche quella dell’ Inail ha dei limiti ben precisi, imposti sia dal CCNL di riferimento, sia dalle varie normative che regolano la materia.


L’occasione giusta per tentare di rimuovere gli ostacoli che hanno impedito sino ad oggi di rendere giustizia a tutti coloro i quali quotidianamente e non in via occasionale, da anni, si vedono negato il sacrosanto diritto alla carriera ed al riconoscimento della maggiore professionalità acquisita, è quindi quella del rinnovo contrattuale. Un rinnovo che noi della USB abbiamo atteso, a differenza di altri, certamente non in silenzio.


Un’occasione che non dobbiamo perdere ed è per questo che nella nostra piattaforma per il rinnovo del contratto abbiamo proposto  l’istituzione di un’Area Unica Amministrativa, nella quale incardinare in prima applicazione tutte le posizioni con compiti amministrativi presenti attualmente nell'ordinamento professionale.


Il primo obiettivo di tale proposta è quello di superare i vincoli che bloccano le progressioni “verticali” di sviluppo professionale.
L’istituzione dell’Area Unica Amministrativa consentirebbe a tutti i dipendenti inseriti attualmente nelle posizioni apicali delle rispettive aree il passaggio alla posizione superiore, partecipando ad una selezione interna, dove il titolo di studio si trasformerebbe solo in un attestato da valutare opportunamente attraverso l’attribuzione di un punteggio utile alla formazione della graduatoria di merito. Si supererebbero in questo modo gli steccati esistenti tra le diverse aree.


Il numero delle posizioni da mettere a bando per tale personale interno non sarebbe più vincolato al limite del 50% delle posizioni previste nel concorso pubblico, con riferimento all’organico (D.lgs 165), o alla quota del 20% riservato al concorso interno sulla base dei fabbisogni, secondo la riforma del ministro Madia.


Il numero delle posizioni sarebbe invece stabilito sulla base delle risorse individuate nel Fondo per il salario accessorio a seguito della Contrattazione Integrativa, come avviene appunto ora in occasione degli sviluppi economici.
Un’occasione da non perdere quindi, contrastando chi, con la complicità di Cgil Cisl e Uil, vuole chiudere questo contratto senza discussione, in pochissime riunioni dove non si è mai parlato di ordinamento professionale, di codice disciplinare, di incrementi salariali.

AREA UNICA- UNICA SOLUZIONE!



USB P.I.
Coord. Naz. INAIL