il dott. Cioffi:l'Inps rischia una lenta agonia . . . e l’INAIL come sta?

Roma -

Sulla rassegna stampa dell’ Inail del 22 ottobre è stato pubblicato l’articolo in cui il Direttore Generale dell’Inps esprime tutta la sua preoccupazione sul futuro dell’Ente, puntando il dito contro le carenze di organico e quello che ne consegue in termini di qualità del servizio.

Senza lo sblocco del turnover il rischio di una lenta agonia degli Enti previdenziali, sia che venga pubblicamente denunciato sia che rimanga in sordina, è un “rischio accertato” già nello stato attuale.

Da parte dei vertici dell’INAIL sarebbe stata necessaria un’analoga presa di posizione, perché non tacere di fronte alla situazione reale è necessario: i fabbisogni dell’Istituto non sono certo rappresentati dai numeri indicati nelle tabelle perché questi numeri rispondono esclusivamente ai tagli di spesa a carico della pubblica amministrazione imposti dal governo, in ossequio ai diktat dell’Unione Europea.

La necessità di procedere a un’analisi tra carichi effettivi di lavoro e fabbisogni è stata da tempo volutamente “dimenticata” e così da anni si vive, in modo particolare nelle strutture a diretto contatto con il pubblico, in situazioni di grave sofferenza affrontate solo dai lavoratori che, in attesa di una pensione sempre più irraggiungibile, si sobbarcano il peso di obbiettivi ogni anno più sfidanti. Ma l’Amministrazione finge di non sapere, di non conoscere questo stato di cose.

Ed i cittadini, che vengono informati quotidianamente dai media su fatti di illegalità e le pastette tra politica e amministratori pubblici, esasperati dallo stato in cui sono stati ridotti i servizi pubblici, puntualmente si scagliano proprio contro quei lavoratori che sono in prima fila a cercare di difendere quello che rimane dello stato sociale mentre sono ritenuti i responsabili del suo stesso sfascio.

La verità è che le Sedi sono al collasso per carenza di personale tuttavia, sotto l’esasperante pressione o meglio sarebbe dire il ricatto del sistema di valutazione collettivo e individuale e delle indennità accessorie, gli obbiettivi vengono raggiunti. Ma questo ovviamente sia a spese della qualità, sia tralasciando molte altre attività lavorative (leggasi servizi per l’utenza).

E così, apparentemente, l’immagine dell’Ente non ne risente.

Ma c’è una domanda che ricorre sempre più frequentemente tra i pubblici dipendenti ed anche tra i nostri colleghi : “Quanto ancora riusciremo a fare argine contro l’esternalizzazione di pezzi consistenti della pubblica amministrazione e del nostro Ente?” “e quanto riusciremo a mantenere all’interno degli Enti quelle attività che trattano dati sensibili nostri e dei nostri clienti/utenti?”

Intanto, l’attesa possibilità di reintegrare i pensionamenti con nuove assunzioni a partire dal 2015 è stata nuovamente minata dalla riforma della P.A., che ha stabilito il cambiamento della base di calcolo che si misura ora solo sulla spesa e non sulle teste -e da ciò derivano ulteriori effetti restrittivi sulla possibilità di assunzioni- e dalla legge di stabilità 2016 che ha previsto per gli anni fino al 2018, per le qualifiche non dirigenziali, una spesa pari al 25%.

 

....Vedi tabella in allegato

 

La verità è che non si può far finta di non vedere dove la politica del governo - che gli Organi degli Istituti mettono in atto - porterà la pubblica amministrazione e non si può tacere riguardo alla necessità di ricominciare urgentemente ad assumere nuovo personale.

Ma altrettanto importante è motivare il personale in servizio anche attraverso rinnovi contrattuali dignitosi respingendo l’ “insulto” contenuto nella legge di stabilità che prevede un aumento di 5 euro lordi al mese dopo un blocco dei contratti protratto da ben 6 anni con un risparmio che l’Istat ha oggi quantificato, solo dal 2010 al 2014, in 8 miliardi e 734 milioni di Euro!!!

Rispettare le finalità per cui il lavoro pubblico è stato istituito, essere orgogliosi di svolgerlo è un dovere ed un diritto, quanto difendere la propria dignità di lavoratori. E’ per tutto questo che il 20 novembre sciopereremo!

Roma, 6 Novembre 2015

 

USB Pubblico Impiego

Coordinamento Nazionale INAIL