Inail: c’è la verità, poi c’è la menzogna travestita da verità e infine c’è la democrazia

Nazionale -

La prima tentazione che abbiamo avuto dopo aver letto il comunicato dal titolo a lettere cubitali LA VERITA’, LA DEMOCRAZIA, LA GIUSTIZIA!  è stata quella di non rispondere. Non vale la pena, ci siamo detti, scendere a questo livello, non vale la pena rispondere a chi usa parole così importanti a proprio uso e consumo.


Ma il nostro non rispondere avrebbe forse dato l’impressione che la USB non ha argomenti da controbattere ed avrebbe relegato tutta la vicenda ad una diatriba tra Organizzazioni Sindacali. Non è così. Purtroppo, aggiungiamo, non è così. Questa vicenda racconta un’altra storia rispetto a quella che viene raccontata. Racconta della necessità da parte di Cgil, Cisl, Uil e  Confintesa, di riaffermare con forza un monopolio sempre più scricchiolante, cercando in tutti i modi di eliminare ogni forma di pericoloso dissenso rispetto a quello che sottoscrivono, sempre e comunque. Ovviamente “nell’interesse dei lavoratori”.

Racconta la storia della ricerca della democrazia non come concetto universale, ma a proprio uso e consumo: che differenza c’è se a non firmare il contratto è la Fiom, o la USB? Racconta la storia che mentre parliamo tanto di legalità ignoriamo che la Corte Costituzionale, che ha proprio il compito di tutelare i principi contenuti nella nostra Costituzione, tanto osannata a parole dai democratici di turno, ha emesso una sentenza che afferma che l’esclusione dei non firmatari del CCNL rappresenta nei fatti la penalizzazione del dissenso.

A proposito di democrazia.
Forza, arroganza, mistificazione…non sappiamo che film abbiano visto negli ultimi giorni i firmatari del comunicato. Noi abbiamo assistito all’ingresso di 5 carabinieri, cinque, nella Direzione Regionale Lombardia, chiamati dal Don Abbondio che guida quel territorio. NEL SILENZIO COMPLICE DI TUTTI GLI ALTRI SINDACATI PRESENTI.

Non alla ricerca di ladri, corrotti, stupratori o quant’altro ma di due delegati USB che chiedevano legittimamente di partecipare ad un’informativa che come dice la legge, a proposito di legalità, “a tutte le organizzazioni sindacali vengono garantite adeguate forme di informazione e di accesso ai dati…” (Art.43 comma 12 D.Lgs. 165 2001 ).


Ed abbiamo assistito allo stupore dei carabinieri che altro non hanno fatto che cercare un tentativo di mediazione che avrebbe dovuto e potuto fare qualcun altro. In alcune sedi abbiamo assistito all’arroganza di delegati sindacali che senza avere nessun iscritto chiedevano l’esclusione del delegato sindacale USB, in altre all’ignavia di dirigenti che pur non sapendo neanche di cosa si stava parlando sono saliti in cattedra e impartito lezioni magistrali sul concetto di legalità.  


Abbiamo assistito al divieto di poter siglare l’accordo sui benefici e sulla riduzione del tasso dei mutui, nonostante USB abbia contribuito al raggiungimento del risultato.


Abbiamo letto un comunicato  di Cgil, Cisl e Uil che attacca, senza citarla,  l’FLP che ha deciso in queste ore di sottoscrivere il CCNL, ingenerando volutamente confusione tra i lavoratori che pensano che anche USB lo abbia siglato.


Questo il film che abbiamo visto. E non è stato un bello spettacolo.

Non sappiamo come USB sia riuscita a bloccare i lavori della Commissione sull’Ordinamento professionale, sappiamo solo che il CCNL stabilisce che i lavori dovevano terminare entro maggio. E non c’è stata una, sottolineiamo una, convocazione da parte dell’Aran. Nonostante USB l’abbia ripetutamente sollecitata. Anche questo per responsabilità nostra? Scusate, ma come?
E non sappiamo francamente neanche quali Accordi stiamo bloccando…
Infine un’ultima amara considerazione.


I lavoratori non si abbandonano scientemente perché si sceglie insieme a loro di non sottoscrivere un contratto che fa schifo. I lavoratori non si rappresentano solo intorno a tavoli troppo spesso inutili e autoreferenziali.


I lavoratori si rappresentano in mille altri modi. Questi mille altri modi noi ancora li pratichiamo. Sarà per questo che le nostre bandiere vengono sempre più utilizzate dai mass-media a corollario di notizie sindacali. Quelle di chi firma sempre tutto sono ormai relegate alle immagini di repertorio e o puzzano di naftalina o sono piene di tarme.

Che tristezza scrivere questo comunicato…



USB. P.I.
Esecutivo Nazionale INAIL